domenica 10 ottobre 2010

NESSUNA RESA!


Ripubblichiamo per l'ennesima volta l'immagine che ritrae i militanti e i soldati dell'IRA. Lo facciamo dopo che, per l'ennesima volta, un blog vicino alla sinistra radicale fiorentina che ha come unica attività quella di parlare di noi, ci accusa di inneggiare alla lotta irlandese e allo stesso tempo indignarci per le gesta di alcuni studenti telecomandati dalla CGIL che contestano la riforma Gelmini assaltando a sassate, fumogeni e uova le scuole private. 

E' evidente che il paragone è degno di gente che non sa che dire e che per assolvere all'unica attività che possa ancora fungere da collante generazionale, l'antifascismo, è costretta a parlar di noi con frequenza imbarazzante, così imbarazzante da far passare in secondo piano l'intento tematico che quel blog dovrebbe avere. Quello e gli altri quindici curati dallo stesso autore, che poi fa finta di essere dotato del dono della quadrupla ubiquità virtuale. 

Di certe persone non è mai bene parlare abbastanza, che altrimenti si rischia di dare loro un'importanza che non meritano e di mostrare quella sudditanza psicologica che, invece, provano loro nei nostri riguardi dal momento che da più o meno trent'anni accusano il mondo della destra fiorentina di essere morto e poi ne parlano ogni giorno, facendoci giungere alla conclusione che, per essere morti, godiamo di ottima salute. 

Oltre a salutarlo, l'autore dalle cento mani e i suoi lettori, rinnoviamo la nostra vicinanza alla lotta irlandese, giacchè la libertà di un popolo che subisce un'occupazione straniera, una continua violazione dei diritti umani ed una estenuante e reiterata repressione pagata con la morte di migliaia di innocenti non può minimamente essere paragonata a venti adolescenti col mito del cappuccio e del fumogeno che per strumentalizzare una protesta tirano qualche sasso contro una scuola privata, prendendo di bischero anche dagli altri manifestanti. La lotta irlandese si appoggia anche nei suoi lati più duri, la triste sceneggiata di personaggi da circo col doppio cognome da nobile e la bandierina rossa si irride e si combatte. La prima è un segno di libertà, la seconda è il più evidente prodotto della noia borghese. 

Condoglianze.